Sfide e opportunità legate alla produzione sostenibile di mangimi, con particolare attenzione all’efficienza, alla riduzione degli sprechi e la ricerca di soluzioni il meno possibili impattanti per l’ambiente sono stati i temi principali del convegno internazionale FEED2025 –Innovating Feed: Shaping the Future (link a https://feed.uns.ac.rs/), che si è tenuto nell’ottobre scorso allo “Student Cultural Center (SKC) dell’Università di Novi Sad”, in Serbia.
All’iniziativa hanno partecipato le ricercatrici del CReAA, Rosa Avolio e Tabata Bezzo, che hanno partecipato con i seguenti tre contributi:
- Improving safety in organic fertilization: tracking glycerol triheptanoate (GTH) from animal by-products to soil:
presentato nell'ambito del progetto di ricerca corrente IZS PLV 01/23 RC, per sviluppare e convalidare un protocollo analitico per rilevare un marker (GTH) nei fertilizzanti organici contenenti sottoprodotti di origine animale. Un passo fondamentale per salvaguardare la salute pubblica e per incoraggiare il riutilizzo responsabile dei sottoprodotti di origine animale, riducendo significativamente i rifiuti organici e minimizzando l'onere ambientale associato allo smaltimento.
- An ION-selective electrode (ISE) method for iodine detection in food and feed:
ha illustrato i risultati della ricerca corrente IZS PLV 12/22 RC. Lo iodio è un micronutriente essenziale per la e naturalmente presente in diverse fonti alimentari, viene utilizzato dalla ghiandola tiroidea per la sintesi degli ormoni essenziali per regolare il metabolismo cellulare, le funzioni riproduttive e la crescita. La ricerca ha risposto alla necessità di monitorare i livelli di iodio nei prodotti marini e gli integratori a base di alghe e negli alimenti e i mangimi terrestri.
- Antimicrobial cross- contamination in feed: challenges and analytical advances under EU Regulation 2024/1229:
nell’ambito del progetto di ricerca corrente IZS PLV 01/25 RC e dell’approccio alla nuova normativa europea. Durante la produzione di mangimi medicati, residui di farmaci antimicrobici possono contaminare involontariamente i mangimi di lotti successivi destinati ad animali non sotto terapia; questo fenomeno può contribuire alla selezione e diffusione di ceppi batterici resistenti, anche a concentrazioni molto basse. La contaminazione crociata da antimicrobici nei mangimi rappresenta una problematica significativa nel settore agroalimentare, con potenziali impatti sulla salute animale, umana e sull’ambiente.