Ci sono spazi e luoghi che affacciandosi al futuro, cambiano forme e aspetto, si innovano e si trasformano in base a idee, si evolvono inseguendo necessità, seguendo visioni e prospettive, per farli diventare poi splendide realtà.
Questi spazi e questi luoghi hanno accompagnato, accompagnano e accompagneranno le storie di chi li ha vissuti, li sta vivendo e li vivrà in futuro.
Cambiamenti che scandiscono il tempo di chi ha contributo, sta contribuendo e contribuirà con professionalità ed entusiasmo, dedicando una parte importante della propria vita lavorativa, alla crescita e allo sviluppo di un’organizzazione.
Come l’IZSPLV.
Le storie cominciano spesso e volentieri con “C’era una volta…”. E anche questa, una delle tante che animano l’IZSPLV, non fa eccezione alla regola…
C’erano una volta due fabbricati sorti negli anni ’40. L’edificio “R”, costituito da un unico piano fuori terra e indipendente dagli altri fabbricati, che sin dalla sua costruzione era stato adibito a “Officina”. In quel luogo si sono avvicendati generazioni di Colleghi che hanno messo a disposizione le loro passioni, le loro competenze e abilità per mantenere e garantire in efficienza l’Istituto.
L’edificio “M1”, anch’esso a un unico piano fuori terra e indipendente dagli altri fabbricati, era caratterizzato da una struttura mista in muratura e cemento. Perché una struttura mista? Perché nel tempo il fabbricato aveva cambiato destinazione e quella che esisteva, era una porzione di una palazzina a “U”, abbattuta a fine anni ’70.
Fino a quel tempo era adibita a stalla che ospitava il Centro di fecondazione artificiale per la razza bovina piemontese. Trasferito il Centro a Chieri la porzione rimanente – la palazzina “M1” - fu adibita a Magazzino. Le infiltrazioni d’acqua, persistenti nella soletta del sottotetto, compromisero l’agibilità dell’edificio, rendendo impossibile l’uso in questi ultimi anni.
La parola fine alle Storie di “R” e “M1” è stata scritta il 23 febbraio 2026 con la loro demolizione.
Ora se ne racconterà un’altra, che comincia con “Ci sarà…”.
Quell’area, infatti, quella porzione di Istituto prenderà una nuova forma e dimensione.
In luogo di officina, stalla e magazzino sorgerà una nuova Palazzina, denominata “G” che ospiterà i laboratori chimici, che saranno concentrati in un’unica area con l’obiettivo di garantire maggiore efficienza, qualità delle prestazioni e facilità di coordinamento tra i diversi ambiti operativi.
«La Palazzina G rappresenta un investimento strategico per il futuro dell’IZSPLV – sottolinea il direttore generale dell’IZSPLV, Claudio Ghittino -. È un’opera concepita per garantire standard elevati in termini di innovazione impiantistica, efficienza energetica e sicurezza sismica. Offrirà spazi di lavoro moderni, accoglienti e funzionali per il nostro personale tecnico-scientifico. Ringrazio il precedente presidente del C.d.A. Piero Durando, quello attuale Mario Vevey, e i Membri del Consiglio di Amministrazione uscente e subentrante, per il sostegno che hanno dato per fare in modo che un’idea si trasformasse da progetto in splendida realtà».
La Palazzina sarà realizzata dal punto di vista strutturale per consentire la futura sopraelevazione di ulteriori tre piani fuori terra. Tale previsione ha imposto una progettazione che tenesse in conto non solo delle esigenze funzionali immediate, ma anche degli sviluppi futuri.
«Questo intervento — aggiunge Ghittino - testimonia la volontà dell’Istituto di investire in infrastrutture moderne e sostenibili, capaci di supportare la crescita scientifica e tecnologica dei prossimi anni. È un impegno concreto verso un Istituto più efficiente, più sicuro e più innovativo».
I lavori per costruzione della "Palazzina G”, iniziati il 23 febbraio scorso, si prevede possano concludersi entro la fine del 2026.
Una storia si è conclusa, un’altra è lì, pronta per essere raccontata.



